EVENTI

8 marzo – it is never enough

Movimento e danza della figura femminile nel Mediterraneo

 

La cultura del movimento, della danza e della figura femminile nel Mediterraneo

Il Mediterraneo è un’area estesa ricca di popolazioni differenti, ma tenute insieme da un filo conduttore culturale comune, che è possibile ritrovare nella danza e in generale nella cultura del movimento. Le donne ricoprono un ruolo centrale e indispensabile nella danza, sia nella sua diffusione e che nella sua evoluzione. Si propone in questo seminario un excursus, un viaggio, per apprendere alcuni movimenti base del corpo e tecniche performative di alcune popolazioni, col fine di riscoprire quel filo conduttore poetico e antropologico, sul ruolo della donna nelle arti performative di questo mare denso di cultura.

Durante il seminario, che avrà una durata di 3 ore, andremo ad analizzare movimenti base e articolati di paesi balcanici, mediorientali e nordafricani. La natura e le dinamiche del
movimento. Le leve, i pesi, le figure. La tradizione e il rapporto con la musicalità. La natura dell’ improvvisazione, i ritmi, le differenze e le somiglianze tra culture diverse.

NATALIA BONANESE

Natalia Bonanese si occupa di danza orientale e gypsy da piú di 10 anni, e da sempre fa un lavoro di ricerca e sperimentazione sul movimento, cercando un ponte di comunicazione con il suo vissuto contemporaneo, l’arte, la musica e il proprio contesto.
Danza e collabora con diversi artisti tra cui Ibrahim Malouf, Ziganamama, Rocco De Rosa, Licio Esposito, Alessandro D’Alessandro, Acustimantico, Paolo Rocca (Rom e Gagde),
Simone Pulvano e la Takadum Orchestra, in teatro con Andrea Cosentino. Ha fatto parte di Carovana Tribale, diretta da Isabel De Lorenzo, danzando per l’Italia e l’Europa (Francia, Spagna). Insieme a Silvia Grassi lavora a nuove idee performative, innovative
nell’ambiente della danza orientale, tra cui “Butterflied – bellydance metamorfosi” (festival provocazioni – roma) e “2” (De niewe Anita – Amsterdam).

Video di Natalia Bonanese:
https://nataliabonanese.wordpress.com/video/

per info e iscrizioni:
info@spaziodanza.com



Pratiche condivise con Maria Martinez

Corpi liquidi

introduzione alla BMC® con Maria Martinez

 

Nel ciclo delle “Pratiche condivise Extended”,due giornate con Maria Martinez e la BMC (Body-Mind Centering®)
– sabato 7 marzo dalle 15:00 alle 18:00
a seguire aperitivo in dialogo con Rossella Mazzaglia sul tema delle tecniche somatiche e la danza contemporanea, con uno sguardo particolare all BMC
– domenica 8 marzo dalle 10:00 alle 13:00
presso Spaziodanza MUVet

Un laboratorio esperienziale sulla dimensione fluida del corpo, una introduzione a una pratica somatica aperta a tutti, per approfondire il lavoro di ascolto della materia del corpo, per andare all’origine del movimento.

“La nostra evoluzione inizia in un ambiente fluido. La nostra successiva trasformazione va avanti da uno schema di movimento verso l’altro come creature pre-vertebrate sempre in ambiente liquido. In questi due giorni faremo esperienza degli Schemi Neurologici di Base Prevertebrati in relazione ai fluidi che ci donano sostegno e ci configurano permettendo la nostra sopravvivenza. I fluidi sono il nostro sostegno e mezzo di trasporto interno, regolano il nostro equilibrio tra riposo e attività.” (Maria Martinez)

Ogni fluido (interstiziale, cellulare, transizionale, sanguigno, sinoviale, periorganico e cerebrospinale) ha caratteristiche che portano a diverse qualità di movimento. Riconoscere e combinare queste differenze permette di praticare agilità e ritmo, in contatto, dando inizio a una danza originaria e nuova.

“Ciascun pattern è presente dentro di noi come potenzialità, ma finché non lo mettiamo in atto, rimane inaccessibile”
(Bonnie Bainbridge Cohen)
https://www.bodymindcentering.com/about/bonnie-bainbridge-cohen/

MARIA MARTINEZ PENALBA – Certified Teacher/Practitioner di Body-Mind Centering®, Somatic Movement Educator. Coreografa e insegnante di danza e yoga. Diplomata in danza e composizione creativa ad Amsterdam alla SNDO (School for New Dance Development). Laureata in Filosofia Estetica.
Insegna i principi del movimento somatico e l’applicazione alla ricerca creativa in vari programmi di formazione per danzatori e SME (Somatic Movement Educator). Interessata alle forme di danza mediorientale e pratiche energetiche dell’oriente, ha creato un suo metodo integrando espressioni contemporanee alle forme di antiche tradizioni. Integra i principi del BMC nelle varie discipline danza, yoga e lavoro corporeo.

Body-Mind Centering (BMC) è un approccio integrato per l’analisi e la rieducazione del movimento; attraverso il corpo presente a se stesso, qui e ora e la riorganizzazione dei percorsi attraverso i quali il movimento si organizza nel corpo. BMC ci permette di accrescere la consapevolezza e l’efficienza con cui ci muoviamo nel mondo e di accedere più facilmente al senso di agio e radicamento nel corpo e alle sue innate risorse.

posti limitati
per adesioni:
info@spaziodanza.com


MASTERCLASS con Nicola Laudati

venerdì 21 febbraio h 14-18

SUL CORPO SCENICO

La ricerca della destrutturazione del corpo, la coscienza e la consapevolezza della propria massa in relazione allo spazio sono gli strumenti che ritengo essenziali per intraprendere un percorso formativo/creativo. Sono interessato ad un progetto organico del movimento, sia nella resa tecnico-formale che nell’esigenza espressiva, per raggiungere una comunicazione immediata e diretta lontana da un risultato estetico fine a se stesso. Partendo dal floor work, il lavoro si sviluppa verso tutti i livelli dello spazio (conoscenza anatomica, postura colonna vertebrale, tridimensionalità del movimento, dinamica). Forgiare un corpo tecnico/preparato, adatto alla performance, indica essenzialmente la possibilità di avere più controllo e verità sulla comunicazione, gestendo con maggiore sensibilità l’atto scenico che si intende percorrere. Non è una questione di puro tecnicismo, ma di piena coscienza e consapevolezza di quello che il gesto esprime oltre la nostra volontà intellettuale.
Convinto che la danza trovi nel corpo la propria drammaturgia, e che questo trascenda la tecnica, ritengo che sia il performer a ridelinearne continuamente i confini, trasformandola e sublimandone il senso.

Il lavoro si articolerà in tre fasi:

• Floor work
• Coreografia (repertorio Laudatidanza)
• Improvvisazione / elementi di partnering

L’arte oggi costituisce il più delle volte la proiezione vuoi di elementi rimossi e inconsci, vuoi di processi formativi più o meno consci, ma comunque imperniati sull’estrinsecazione di un materiale formale che è di diretta provenienza propriocettiva;
che è dunque “modellato” sulla base di una certa qual formatività intrinseca,
viscerale, se vogliamo, organica dell’uomo.
G.Dorfles

NICOLA LAUDATI
Coreografo e direttore artistico della Compagnia Laudatidanza.
Si forma come danzatore tra Verona, Parigi e Madrid.
Segue in particolar modo il lavoro dei maestri Andrej Glegowskj per la danza classica e Matt Mattox per il modern jazz. Perfeziona poi i suoi studi con Riccardo Nunez, Walter Venditti, Alan Sener, M. Bejart, A. Preljocaj, W. Wandekeybus.
Dopo aver lavorato come danzatore per la compagnia Larumbe Danza di Madrid, la compagnia Lanonima Imperial di Barcellona e per il maestro Matt Mattox, si trasferisce a Bologna e fonda la Compagnia Laudati Danza per intraprendere un percorso autonomo di creazione e ricerca coreografica nell’ambito della danza contemporanea.
Numerose sono le creazioni che firma nel corso degli anni impegnandosi in un’attività di produzione costante che coinvolge anche numerosi giovani danzatori. I suoi lavori hanno partecipato ad alcuni tra i festival e le rassegne più innovative nell’ambito della danza contemporanea in Italia e all’estero ( Biennale di Venezia, FestivalTeatri90 Milano, Festival Danza Urbana Bologna, Festival Ammutinamenti Ravenna, Festival Xontact Split Croazia, Festival La Porta Barcellona, Nuit Blanche Bruxelles…)
Dedica particolare attenzione alla trasmissione del proprio linguaggio coreografico, alla formazione e all’avviamento professionale di danzatori e performers attraverso percorsi di studio in residenza e una densa attività seminariale sul territorio nazionale e internazionale. (Tanz Fabrik Berlin, XONTAKT Contemporary Dance workshops Split Croatia, California Center e IALS Milano, Ass. Artificio Treviso, Centro Culturale Danza Verona, Ass. Italiana Danzatori Roma, Ballett Academy Padova, Florence Dance Center Firenze, Formazione Tersicore Regione Puglia e Campania, Centro Danza Isadora Bologna, Accademia di danza Azucar, Teatro San Martino Bologna, Dipartimento di Arte Musica e Spettacolo e Dipartimento di Studi Linguistici e Orientali Università di Bologna , Accademia Nazionale di Danza Roma…)

www.laudatidanza.com
https://www.facebook.com/Compagnia-Laudati-Danza-638715206263376/


ROCK STUFF Masterclass con Andrea Rampazzo

                                          foto di Marzia Bianchi                                                                                                                                                         

Venerdì 31 Gennaio dalle 14.00 alle 19.00 Masterclass condotta da Andrea Rampazzo

 

Attraverso un riscaldamento guidato trasformeremo lo spazio in una sorta di “palco da concerto” in cui ognuno avrà modo di esplorare in maniera sia intima che performativa il proprio essere rock.
Obbligatorio il dress code: rock-punk-golden-eccentric (scarpe comprese).
Let’s rock it!

La prenotazione è obbligatoria

BIO
Dopo aver preso parte all’ Arsenale della Danza della Biennale di Venezia, collabora come performer con Virgilio Sieni, Francesca Selva, Artemis Danza/Monica Casadei, Ismael Ivo, Déjà Donné.
Parallelamente all’attività di danzatore, sviluppa i suoi lavori come autore, pensati sia per il palcoscenico che per contesti non convenzionali.
Supportato dal CSC di Bassano del Grappa, prende parte come coreografo in diversi progetti internazionali di ricerca e creazione come “Duo à trois voix” e “Migrant Bodies – Moving Borders”.
Ispirato dal progetto Migrant Bodies, nel 2019 crea i lavori “Just Papers” e “ZTL – Zona a Traffico Limitato”.
Artista associato di Zebra dal 2017.
Attualmente è impegnato come performer in “Graces” di Silvia Gribaudi
foto: Marzia Bianchi

Intervista di Susanna Recchia, a cura di Lucia Oliva

Lucia Oliva: Susanna Recchia, danzatrice, ricercatrice, insegnante che abbiamo invitato a
Bologna per aprirci un mondo, quello dell’anatomia esperienziale, accompagnato dalla
danza, dalla ricerca sul movimento, dalla ricerca di ampliare le proprie possibilità
espressive, e quindi anche le proprie possibilità di esistenza.
La prima cosa che chiediamo a Susanna è di presentarsi, magari raccontandoci come ha
incontrato questa disciplina nelle sue varie declinazioni, i diversi insegnanti con cui ha
studiato, da quali bacini hai attinto le informazioni che ha condiviso con noi.

 

Susanna Recchia: Ho conosciuto l’anatomia esperienziale nel ’99, attraverso Elisa
Barucchieri, che mi ha introdotta a questo tipo di lavoro e nello stesso periodo, quasi per
caso, ho trovato il libro l’Anatomia Esperienziale di Andrea Olsen buttato in un cesto, in
super-saldo, in una libreria di Avezzano.
Dopo un paio di anni che mi ero trasferita a Londra, ho saputo che Andrea Olsen, la
persona che aveva scritto il libro, con Caryn McHose, sua compagna di ricerca,
sarebbero venute al Laban, l’università in cui stavo studiando, per tenere un workshop di
un giorno. Da allora mi sono appassionata a questo lavoro e al modo in cui loro due in
particolare, queste due artiste, presentavano questo tipo di proposta. Da allora, cioè dal
2004, seguo annualmente il loro lavoro.
Questo incontro con Andrea Olsen e Caryn McHose e la loro ricerca è nato come
opportunità di studio, lentamente si è trasformato in un modo di vivere la danza, ma anche
la quotidianità, la relazione con gli altri; un modo di osservare il mondo, l’ambiente, la
natura e tutto ciò che ci circonda. Faccio quindi riferimento a questa chiave di lettura,
quella dell’anatomia esperienziale, nel proseguire il mio percorso formativo della danza ed
ora anche nel dirigere le prove della compagnia (CanDoCo Dance Company).

Lucia Oliva: Mi sembra quasi una prospettiva; cosa c’è in questo tipo di “lenti” da
applicare alla danza, al movimento, alla ricerca che ti ha da subito interessata e coinvolta
così profondamente?

Susanna Recchia: Come prima cosa ha cambiato il mio punto di riferimento, attraverso
l’anatomia esperienziale sono riuscita a capire che non era necessario affrontare
l’apprendimento del movimento dall’esterno verso l’interno. Cioè potevo non fare
riferimento ad un modello esterno e quindi estetico, altro da me, per poi cercare
successivamente di interiorizzare il movimento. Potevo non avere nulla da raggiungere,
copiare o imitare: con l’anatomia esperienziale ho capito che il punto di partenza, ciò a cui
fare riferimento, ero io stessa. Potevo partire da ciò che sentivo, ciò che provavo a livello
fisico, a livello emotivo e anche a livello immaginativo. Questo per me è diventato anche
un modo di comprendere la creatività: in un certo senso, tutto quello che sono, tutto quello
che immagino, tutto quello che sento, è fonte di ispirazione per creare movimento, ma è
anche fonte di consapevolezza di ciò che faccio a livello di azione, di interazione nella vita
di tutti i giorni.

Lucia Oliva: In questi workshop che tu insegni, proponi comunque un’esperienza di
gruppo. Come può questo mondo interiore, come questo mondo del sentire,
dell’osservazione, dell’ascoltarsi, può diventare incontro con l’altro?
Susanna Recchia: Ho molto interesse nel cercare di capire come questo tipo di lavoro
possa non diventare insulare. Parte della ricerca riguarda la consapevolezza di sé, la
consapevolezza del proprio corpo, del proprio respiro, ma non mi è mai interessato un tipo
di lavoro in cui la conclusione fosse quella.
Prendere coscienza di me stessa mi interessa, ma ciò che mi interessa maggiormente è
come vivere in questo mondo in maniera sostenibile, indendo a livello fisico, ambientale,
ma anche di relazione. Per me, quindi, il lavoro di gruppo è quasi un’occasione per fare
pratica di tutte queste cose, per poter condividere con altri sia il lavoro fisico che un modo
di essere. Questa è la mia proposta: ricercare la possibilità di una comunicazione che
vada oltre gli schemi imposti dalla società, o la pressione che abbiamo rispetto
all’apparire, o al dover essere, o al dover adattarsi a ciò che immaginiamo sia giusto – la
forma giusta, l’espressione giusta, il modo di parlare giusto.

Lucia Oliva: Mi sembra che questa sia una proposta profondamente politica: questo
lavoro nasce tra la specificità ed unicità dell’individuo, quello che è il gruppo e la sua
differenza nel suo essere molteplice. Questo porta con sè il senso di imparare a vivere
insieme agli altri. Secondo te, quindi, la danza cosa può offrirci da questa dimensione di
relazione?

Susanna Recchia: Questo è un aspetto che ho elaborato col tempo e con l’esperienza,
l’ho da sempre avvertito a livello viscerale pensando che determinate cose per me erano
importanti e che volevo farle, condividerle ed insegnarle agli altri. È con il tempo che sto
prendendo consapevolezza dell’importanza di questo lavoro anche come proposta politica,
quindi che va oltre il potenziale creativo. Per me è come un’opportunità, un’occasione
condivisa con un gruppo, di ricercare modalità alternative per comunicare, stare insieme e
per ascoltarsi.
Devo dire che molti degli artisti che ho conosciuto, interessati all’anatomia espereinziale, si
interfacciano anche con discipline che si occupano delle medesime tematiche in altre
modalità, come ad esempio la comunicazione non violenta, oppure la somatic
experiencing (lavoro terapeutico che si occupa del collegamento tra esperienza fisica e
trauma). Quindi, anche se il lavoro che presento non è necessariamente a scopo
terapeutico, sono perfettamente consapevole del potere trasformativo che il movimento
possiede: la trasformazione del singolo, penso possa portare ad una trasformazione del
gruppo che quindi può portare una comunicazione alternativa oltre le quattro mura di una
sala di danza.

Lucia Oliva: un’ultima cosa, anche piccola, che senti di avere urgenza di condividere?
Susanna Recchia: Sì! Ieri al pub ho trovato un sottobicchiere che riporta questa scritta:
Now life: too short for “maybe later”, anche se è abbastanza ridicolo che una frase del
genere, legata alla consapevolezza del momento, alla pratica del presente, arrivi dal
sottobicchiere di un pub, oggi l’ho proposta come perla di saggezza durante il workshop 🙂

Bologna – 5 Gennaio 2019


Workshop con Susanna Recchia

Foto Giuseppe Franco

Per il ciclo delle “Pratiche condivise Extended”
MUVet è lieta di ospitare:

EMBODIMENT AND COMPOSITION
Seminario di Anatomia Esperienziale e Improvvisazione condotto da SUSANNA RECCHIA

–> Il 17, 18 e 19 gennaio

venerdì dalle 14:30 alle 18:30
sabato dalle 10:00 alle 18:00 con pausa pranzo
domenica dalle 10:00 alle 15:00
presso Spaziodanza MUVet, via Baruzzi 1/2 a Bologna

Il workshop avrà come elementi di studio l’Anatomia Esperienziale, l’Improvvisazione e la Composizione Istantanea. Si farà esperienza del paesaggio anatomico interno del corpo per ampliare il proprio vocabolario di movimento preparando il singolo ad aprirsi allo spazio circostante e al dialogo in movimento con gli altri. Attraverso l’improvvisazione di gruppo e la Composizione Istantanea si userà l’atto del danzare come continua ricerca tra ordine e caos.

I punti chiavi di lavoro del workshop saranno i seguenti:

• Anatomia Esperienziale:
Lavoro sulle tre sfere: testa, torace e bacino e la relazione tra il sistema scheletrico assile e appendicolare per lavorare sulla stabilità e la capacità articolare.
Il viso in relazione all’espressione, il respiro e l’uso della voce.
Il cuore, i polmoni e il diaframma; il sistema circolatorio in relazione a ritmo e musicalità.
La pelle come punto di comunicazione tra il sé, l’altro e lo spazio nel quale ci muoviamo.
Mani e piedi come punti di supporto e comunicazione.

• Consapevolezza fisica del sé, dello spazio interno e circostante.

• Contatto e lavoro in coppia per la consapevolezza del proprio corpo in movimento in relazione con l’altro e il gruppo.

• Il movimento come mezzo di: comprensione, scoperta, ricerca, espressione e comunicazione.

• La scoperta della relazione tra immaginazione, sensazione, forma e composizione

• A livello compositivo lavoreremo sui seguenti elementi:
Contenimento ed espansione, ritmo e pulsazione, prossimità e distanza, potenziale creativo e relazionale del movimento danzato.

Il workshop è aperto a danzatori abili e disabili e a tutti coloro che siano interessati alla creatività, la consapevolezza del corpo e al movimento come mezzo espressivo e relazionale.

\\ SUSANNA RECCHIA si diploma presso l’Accademia Nazionale di Danza a Roma e lavora professionalmente in Italia sia come danzatrice che come insegnante.
Dal 2001 vive a Londra dove consegue il Diploma e successivamente la Laurea in Studi di Danza presso il Trinity Laban e vince il premio Marion North come miglior performer.
I suoi studi si concentrano principalmente sulla danza contemporanea (Tecnica Release), sull’Improvvisazione e le pratiche somatiche. Dopo aver frequentato il corso di Danza-Movimento Terapia presso la Goldsmiths University, ha conseguito il diploma di Anatomia e Fisiologia al Tower Hamlets College e il diploma come insegnante di Yoga presso il Life Centre di Londra.
Completa il Master in Danza e Benessere Somatico presso la University of Central Lancashire e partecipa annualmente al corso Body & Earth con Andrea Olsen e Caryn McHOse dal 2004.
Come danzatrice ha lavorato per Candoco Dance Company, con la quale ha fatto spettacoli e insegnato workshops a livello internazionale e della quale ora è direttrice della ricerca e delle prove.
La sua attività didattica è particolarmente incentrata sulla divulgazione dell’Anatomia Esperienziale e l’Improvvisazione sia in Italia che all’estero in diversi contesti sia amatoriali che professionali.

 


Prendere coscienza di me stessa mi interessa, ma ciò che mi interessa maggiormente è come vivere in questo mondo in maniera sostenibile, intendo a livello fisico, ambientale, relazionale.
Per me, quindi, il lavoro di gruppo è quasi un’occasione per fare pratica di tutte queste cose, per poter condividere con altri sia il lavoro fisico che un modo di essere.
Questa è la mia proposta: ricercare la possibilità di una comunicazione che vada oltre gli schemi imposti dalla società, o la pressione che abbiamo rispetto all’apparire, o al dover essere, o al dover adattarsi a ciò che immaginiamo sia giusto – la forma giusta, l’espressione giusta, il modo di parlare giusto.

da un’intervista a Susanna Recchia
con Lucia Oliva


E’ possibile prendere parte a una sola giornata o a tutto il ciclo di incontri.

POSTI LIMITATI
è necessario iscriversi entro il 15 gennaio!

Per informazioni sui costi e adesioni scrivere a:
info@spaziodanza.com

L’associazione MUVet fa parte della rete italiana #unlimited promossa e sostenuta da Oriente Occidente Dance Festival.


Chiusura natalizia

Informiamo allievi, danzatori, insegnanti e curiosi che la scuola Spaziodanza resterà chiusa per la pausa natalizia dal 24 Dicembre al 6 Gennaio compresi.

Auguriamo a tutti voi buone feste e buon riposo

Ci rivediamo nel 2020!!

Auguri a tutti!!


Body-Mind Centering e Danza Contemporanea con Mariella Celia

Lunedì 9 Dicembre dalle 10.00 alle 12.00

Lezione di Body-Mind Centering e danza contemporanea.

Il lavoro prevede una prima fase di movimento somatico ispirato al Body-Mind Centering di Bonnie
Bainbridge Cohen ed una seconda fase di applicazione dei principi alla danza contemporanea.
L’attenzione è sempre rivolta a nutrire presenza e consapevolezza nel corpo/mente, concepito come un
tutto. Indagheremo le connessioni interne che sostengono e rendono agile, abile ed efficace il movimento e
l’azione. L’ interno diviene luogo percepito, conosciuto, riconosciuto, esplorato nella sua struttura e
mobilità, per poi attivare un’efficace, vispa, sorprendente, brillante e autentica comunicazione con lo spazio
e gli altri.
Il sostegno e il movimento dei principali sistemi corporei (scheletro, legamenti, muscoli, fascia, grasso,
pelle, organi, ghiandole endocrine, nervi e fluidi) e l’organizzazione dei primissimi pattern evolutivi sono le
fondamenta del nostro modo di muoverci, dalle semplici attività della vita quotidiana fino ai più complessi
movimenti del danzatore. Il lavoro prevede la strutturazione di una pratica di allenamento che si basa su
alcuni di questi elementi specifici, fondamentali per arricchire il repertorio di qualità di movimento e le
possibilità espressive di ognuno.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:
info@spaziodanza.com
051390778

MARIELLA CELIA – Biografia
Danzatrice, movement coach, coreografa si laurea nel 2008 presso l’Accademia Nazionale di danza di
Roma. Accanto agli studi accademici porta avanti un personale percorso di formazione facendo diverse
esperienze di tecnica release, floor work e danza d’improvvisazione in Europa e ricevendo una borsa di
studio per il Festival Impulstanz di Vienna per due anni. Nel 2013 consegue il Master LE ARTITERAPIE,
presso l’Università di Roma Tre. Approfondisce negli anni diverse discipline somatiche tra cui il
Feldenkrais, l’Ideokinesi e il BMC, diplomandosi come Educatrice del Movimento Somatico nel 2019.
Lavora in qualità di danzatrice/attrice con diversi coreografi e registi in Italia e all’estero tra cui: Emma
Dante, Raffaella Giordano, Giorgio Rossi, Mario Martone, Stefano Mazzotta, Emanuele Sciannamea
(Compagnia Zerogrammi), Oretta Bizzarri, Patrizia Cavola (Compagnia Atacama), Ismael Ivo (Brasile),
Modjgan Hashemian (Berlino), Vimprodanco, Vienna Improvisation Dance Company, Compagnia gruppo
E-motion, Compagnia Aleph.
Dal 2013 è Artista associato Sosta Palmizi. Nel 2014 è autrice ed interprete di “Sleep elevation”, uno
spettacolo di teatro e danza co-prodotto dalle Associazioni Sosta Palmizi e Atacama. In collaborazione con
Giorgio Rossi è coreografa di “Cielo di marzo”, una creazione per il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di
Roma; “Una città dell’acqua”, Cantieri dell’Immaginario, L’Aquila (2012); “Carmen” Opera Lirica con
l’Orchestra di Piazza Vittorio, Opéra Théâtre de Saint-Étienne (2013).
La sua esperienza nell’ambito pedagogico inizia nel 2006 e prosegue, in un’ottica di costante ricerca e
rinnovamento fino ad oggi attraverso la conduzione di lezioni e seminari rivolti ad attori, danzatori e
performer in diverse strutture Italiane.
Collabora con La “Scuola dei mestieri dello spettacolo” del Teatro Biondo di Palermo, diretta da Emma
Dante, come docente ospite di movimento per attori, fa parte del corpo docenti del Master Teatro, pedagogia
e didattica dell’Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli.
Collabora come docente esterno con Il Centro Internazionale di Psicologia e Psicoterapia Strategica Cipps di
Salerno e con La Scuola di Psicoterapia Strategico Intergrata Scupsis di Roma.
More info: www.mariellacelia.com


Masterclass con Michal Mualem e Giannalberto De Filippis

Venerdì 13 Dicembre dalle 14.00 alle 19.00

Masterclass condotta da Michal Mualem (Sasha Waltz &Guests) e Giannalberto De Filippis. La prima parte della lezione proporrà un lavoro basato sulla Release Technique per poi proseguire con un secondo momento di stampo laboratoriale incentrato sulla composizione coreografica. La ricerca sarà improntata sui principi del contact e dell’improvvisazione in senso più ampio.

 

Per informazioni e prenotazioni:

info@spaziodanza.com

051390778